Nel mese di ottobre l’indice nazionale dei prezzi al consumo in Italia ha registrato un aumento record del 3,0% su base annua (0,7% su base mensile) esclusa la voce relativa ai tabacchi.

L’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei beni energetici (da +20,2% di settembre a +24,9%).

 

Figura lineare con cinque righe che mostra l'andamento mensile dell'inflazione Euro area

Indice totale dei prezzi al consumo nell’Area Euro sugli ultimi 24 mesi con le quattro componenti principali. Le quattro componenti sono: 1) prodotti alimentari, alcolici e tabacco, 2) energia, 3) beni industriali non energetici e 4) servizi

L’aumento dell’indice generale dipende dalla crescita dei prezzi dei beni energetici regolamentati (+17,0%) e in misura minore da quella dei prezzi degli energetici non regolamentati (+1,0%) e degli alimentari non lavorati (+0,7%).

Su base annua crescono i prezzi dei beni (da +3,6% a +4,2%), stabile invece la crescita di quelli dei servizi (+1,3%), inferiore rispetto a quanto registrato a livello europeo.

Sono aumentati anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +3,1%) e quelli dei prodotti alimentari e per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,0%).

Nella zona euro nello stesso mese di ottobre 2021 l’inflazione annua è stata del 4,1 %, in aumento rispetto all’ 3,4 % del settembre 2021.

Era stata del 3,0 % nell’agosto 2021, in aumento rispetto all’ 2,2 % del luglio 2021: la crescita è evidente. La crescita dell’inflazione nell’area UE, più elevata rispetto all’Italia, potrebbe riperquotersi nei mesi prossimi sul nostro paese.

 

L’energia  è stata ancora una volta la principale componente che ha contribuito all’inflazione nella zona euro, registrando il tasso annuo più elevato in ottobre (23,7 % rispetto al 17,6 % di settembre), seguita dai servizi (2,1 % rispetto al 1,7 % di settembre), dai beni industriali non energetici (2,0 % rispetto al 2,1 % di settembre) e dai prodotti alimentari e alcolici & (1,9 % rispetto al 2,0 % di settembre).

 

Figura con due linee che descrive i valori dell'inflazione in Italia e nell'Area Euro negli ultimi due anni

Figura lineare con 2 linee che mostra l’andamento mensile dei dell’inflazione sugli ultimi 24 mesi. Confronto tra i valori rilevati in Italia e nell’Area Euro

 

Principali componenti dell’inflazione

Ciascuna delle principali componenti contribuisce in misura variabile all’inflazione complessiva nell’area dell’euro. In termini di ponderazione per il 2021 (100 % per lo IAPC complessivo), i servizi costituiscono la componente principale, rappresentando circa il 41,8 % della spesa per consumi finali delle famiglie nella zona euro. Seguono i beni industriali non energetici con circa il 26,9 %.

I prodotti alimentari, l’alcol & il tabacco e l’energia rappresentano rispettivamente il 21,8 % e il 9,5 %. Insieme, essi rappresentano meno di un terzo della spesa dell’area dell’euro, ma possono avere un impatto significativo sull’inflazione complessiva in quanto i loro prezzi tendono a oscillare significativamente più delle altre componenti.

Le ponderazioni delle principali componenti dell’area dell’euro per il 2021 sono presentate nella figura 3. La tabella 2 mostra i loro pesi relativi per il 2021.

Figura 3: Ponderazioni delle principali componenti dello IAPC dell’area dell’euro —
Fonte 2021: Eurostat. (prc_hicp_inw)

Tabella 2: Ponderazioni relative delle componenti dello IAPC — 2021 (su 1 000)
Fonte: Eurostat. (prc_hicp_inw)

(prc_hicp_manr)

(prc_hicp_inw)

  METADATI

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) (Harmonised Index of Consumer Prices (HICP) ) è un indicatore dell’inflazione e della stabilità dei prezzi per la  Banca centrale europea (BCE). Si tratta di un indice dei prezzi al consumo  compilato secondo una metodologia che è stata armonizzata tra i paesi dell’UE.

L’IPCA dell’area dell’euro è una media ponderata degli indici dei prezzi degli Stati membri che hanno adottato l’euro. L’obiettivo principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, definita come mantenere l’aumento anno su anno dell’IPCA al di sotto ma vicino al 2% per il medio termine. [1]

A tal fine, la BCE può controllare il tasso di interesse a breve termine attraverso Eonia, la media europea dell’indice overnight, che influisce sulle aspettative del mercato. L’IPCA è utilizzato anche per valutare i  criteri di convergenza  sull’inflazione che i paesi devono soddisfare per adottare l’euro.

Nel Regno Unito, lo IAPC è chiamato IPC e viene utilizzato per fissare l’obiettivo di inflazione della  Banca d’Inghilterra.

I dati presentati in questo articolo sono l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) effettivo.

La raccolta di dati sullo IAPC ha risentito della crisi della Covid-19 in tutti i paesi dell’area dell’euro. Eurostat e gli istituti nazionali di statistica degli Stati membri hanno concordato una serie di procedure per stimare i prezzi che non è stato possibile rilevare a causa di restrizioni alla mobilità o chiusura di punti vendita. Tutte le informazioni sulla compilazione dello IAPC durante la crisi Covid-19 sono reperibili nella pagina HICP (IPCA ) del sito web di Eurostat.

 https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/prc_hicp_esms.htm

 https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=HICP_methodology