10 000 anni fa l’essere umano è passato da una dieta basata sulla caccia e sulla raccolta a una dieta ad alto contenuto di cereali.

Durante la seconda metà del 20 ° secolo c’è stato un aumento significativo della produzione di colture cerealicole ad alto rendimento in tutto il mondo, in particolare grano e riso, a causa di un’iniziativa nota come la Rivoluzione Verde.

In tempi recenti sono nate e sviluppate tendenze culturali che sostengono (da diversi punti di vista) che il consumo di questi due cibi sarebbe dannoso per l’uomo

“Cereali” non è un termine botanico, quindi non corrisponde alla famiglia delle graminacee (o poacee), come molti credono, ma letterario e storico: indica tutte le «piante erbacee che producono frutti i quali, macinati, danno farina da farne pane e altri cibi».[13] Comprende perciò tutte le piante i cui frutti o semi ricchi di amido sono usati dall’uomo per ricavarne polente, minestre, pane e paste da cuocere.

Grano, riso, mais, orzo, avena e segale, e cereali minori come sorgo, miglio, teff, triticale, scagliola o Lacrime di Giobbe[1] sono inclusi nella categoria dei cereali principali.

Appartengono inoltre ai cereali anche piante di altre famiglie botaniche, come per esempio il grano saraceno, o la quinoa, che hanno in comune il fatto di essere coltivate per i loro semi.

Non essendo un seme, la patata (tubero) non è un cereale , pur ricca d’amido,.

In molti paesi in via di sviluppo i cereali rappresentano l’alimento principale nella dieta della popolazione.

Nella UE solo il 30% dei cereali è utilizzata per il consumo umano. In alcuni paesi della UE la maggior parte dei cereali consumati è utilizzata per l’alimentazione animale, con una piccola quantità utilizzata come biocarburante.

Produzione di cereali nella Ue nell’anno 2020

Il frumento rappresenta quasi la metà della quantità totale di cereali coltivati in tutta l’UE ogni anno. Il resto è composto principalmente da mais e orzo, con piccole quantità di altri cereali come segale e avena.

Nel 2020 in tutta la UE su cui sono stati prodotti circa 286,5 Milioni di tonnellate di cereali (riso compreso). La Francia ha rappresentato poco più di un quinto (20,1 %) della produzione cerealicola dell’UE, la Germania (15,1 %) e la Polonia (12,4 %).

Nel 2020 l’UE ha raccolto 119.1 Milioni di tonnellate di frumento tenero e spelta, pari al 41,6 % di tutti i cereali raccolti (cfr. figura 2). Si tratta di 12.7 Milioni di tonnellate in meno rispetto al 2019, con un calo del 9,7 %, a causa sia della pandemia sia di avverse condizioni meteo.

La maggior parte dei cereali dell’UE è coltivata nelle pianure di Francia, Germania, Polonia e Romania, dove le condizioni meteorologiche favoriscono rese più elevate. La produzione di grano duro si concentra principalmente in Italia, dove viene utilizzata nella produzione di pasta, mentre la produzione di segale e maslin (utilizzati nella fabbricazione di pane, vodka e foraggi per animali) si concentra in Germania e Polonia. Gli Stati membri nordici e baltici sono relativamente specializzati nella produzione di avena che cresce in condizioni più fresche e umide. L’Italia è il maggior produttore di riso, seguita in questo dalla Spagna.

Secondo l’ultimo Report di Eurostat[1] nel 2020, l’industria agricola italiana ha prodotto il più alto valore aggiunto[2] complessivo tra gli Stati membri dell’UE, contribuendo al 18,3 % del totale dell’UE. La Francia ha avuto una quota del 17,3 %, seguita dalla Spagna con il 16,0 % e dalla Germania con una quota dell’11,9 %. Altre fonti offrono valutazioni discordanti su questa “classifica”, tuttavia la quantità di Pil generato dal nostro comparto agricolo è sicuramente rilevante.

Valore della produzione per l’industria agricola

Il valore della produzione dei soli cerali nella UE è di 47,3 miliardi di EUR, corrispondente a circa l’11,4% del valore del comparto agricolo.

Il valore della produzione lorda prodotta dal settore agricolo dell’UE è stato di 414,1 miliardi di EUR nel 2020. Ciò include:

  • produzione agricola: 219,5 miliardi di EUR; 53,0 % del totale;
  • produzione animale: 159,0 miliardi di EUR; 38,4 %;
  • servizi agricoli e altri servizi: 35,4 miliardi di EUR; 8,6 %)

Grano duro

Nel 2021 l’Italia ha prodotto 4,065 Milioni di tonnellate di grano duro

L’Italia è il maggior produttore di grano duro nella UE: la produzione nel 2020 è stata di 3,9 Milioni di tonnellate, circa il 50% di tutto il grano duro prodotto nella Ue. Non per caso siamo anche i maggiori consumatori: in Italia se ne consumano mediamente 127 Kg. a testa all’anno, cioè 7,5 Milioni di tonnellate, per la quasi metà importate.

Le importazioni sono state di 3,1 Milioni di tonnellate.

Il grano duro appresenta tra il 5% e l’8% della produzione mondiale totale di grano. La produzione è anche sostenuta (sovvenzionata) dall’Unione Europea, perché la coltivazione può rivelarsi più rischiosa e meno redditizia di quella del grano tenero (di cui la Francia produce circa 30 Milioni di tonnellate all’anno).

I DATI DI QUESTO GRAFICO SONO SEMPRE AGGIORANTI SUL NOSTRO SITO CON I RILASCI PIU’ RECENTI DELLA FONTE DATI

 

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Il grano duro nel mondo è coltivato su un’area molto meno estesa del frumento tenero, al contrario in Italia, dove è usato soprattutto per la produzione di pasta: circa 3 Milioni di tonnellate all’anno, parte della quale viene esportata.

Le proprietà delle proteine del grano duro sono particolarmente indicate per la produzione di paste. Oltre alla pasta, molti alimenti mediterranei sono basati sul grano duro, tra i quali i più noti sono il cuscus ed il bulgur, tipici l’uno della cultura del Nordafrica l’altro del Medio Oriente.

 

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Grano Duro, Grano tenero e Farro

Nel 2021 l’Italia ha prodotto 6,942 Milioni di tonnellate di grano (Grano duro, Grano tenero e Farro)

Nel 2020 l’Italia ha prodotto circa 2,7 Milioni di tonnellate di frumento tenero e farro, pari 46 Kg procapite, e ne ha consumato 7,9 Milioni di tonnellate, equivalente a 134 Kg procapite.

Complessivamente, l’Italia usa o consuma 14,5 Milioni di tonnellate di Grano (duro, tenero, farro), ne produce meno della metà (6,9) . Una parte dell’uso è costituito di prodotti destinati all’esportazione, principalmente pasta.

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La produzione mondiale di grano tenero e farro nel 2021 è stata di circa 780 Milioni di tonnellate , equivalenti a circa 100 Kg. all’anno pro-capite nel Mondo.

Nella Ue se ne producono circa 130 Milioni di tonnellate, quasi 200 Kg pro-capite, in termini di produzione l’Italia rappresenta appena il 2,2% nella UE.

Il grano è il cereale primario delle regioni temperate. È consumata in tutto il mondo ed è un alimento base in Nord America, Europa, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Brasile e gran parte del Grande Medio Oriente.  


Granturco (mais)

Nel 2021 l’Italia ha prodotto 6,060 Milioni di tonnellate di granturco

L’Italia ha consumato 13,8 Milioni di tonnellate di granturco nel 2020, dei quali circa la metà importata: 6,3 Milioni di tonnellate. Negli ultimi 20 anni la produzione nazionale si è ridotta del 40%.

Il consumo equivarrebbe a 234 Kg. pro-capite all’anno, ma  buona parte è stato utilizzato per l’alimentazione degli animali.

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La produzione mondiale di granturco nel 2021 è stata di  circa 1.100 Milioni di tonnellate, equivalente a circa 150 Kg.pro-capite nel Mondo.

Nella Ue se ne producono circa 70 Milioni di tonnellate (c.a 100 Kg. pro capite), mentre la produzione nazionale è di circa 127 Kg. pro capite.

La produttività media per ettaro è di circa 6 tonnellate per ettaro, contro una produttività  di circa 10 tonnellate per ettaro negli Stati Uniti, e una produttività di circa 4  tonnellate per ettaro nel resto del Mondo (7,5 nella UE)

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l mais è un alimento base in molte parti del mondo, in particolare nelle  Americhe, in Africa  con la produzione totale di mais che supera quella del grano o  del riso.

Oltre ad essere consumato direttamente dall’uomo, il mais viene utilizzato anche per produrre carburanti (l’etanolo di mais), per l’alimentazione animale e altri prodotti a base di mais, come l’amido di mais e lo sciroppo di mais.

Il mais (o granturco) fu importato in Europa dalle Americhe, e precisamente venne scoperto a Cuba dove era chiamato maíz.


Riso

Nel 2021 l’Italia ha prodotto 1,513 Milioni di tonnellate di riso

Con una produzione di 1,5 Milioni di tonnellate nel 2020 l’Italia è il maggior produttore di riso in Europa, pari al 52% produzione UE.

Il trend dell produzione nazionale è in crescita del 12% circa in venti anni. In Italia in consumo annuo pro capite di riso è di quasi 6 kg (nel Laos si raggiungono i 170 kg pro capite/anno).

In Italia la produzione è concentrata quasi totalmente nella Valle Padana ed in particolar modo nelle zone dove sono disponibili per l’irrigazione grandi quantità d’acqua a basso costo.
Le province maggiormente risicole sono quelle di Vercelli, Pavia, Novara, Milano, che da sole raggruppano poco meno del 90% della superficie coltivata a riso.

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l riso è il cereale primario delle regioni tropicali e di alcune regioni temperate.  Alimento base nella maggior parte dell’Asia meridionale e dell’Estremo Oriente, nella maggior parte del Brasile (insieme al mais e alla manioca), in altre parti dell’America Latina e in alcune altre culture di discendenza portoghese, parti dell’Africa.

La produzione Mondiale nel 2021 è stata di circa 500 Milioni di tonnellate equivalenti a oltre 70 Kg. all’anno pro-capite nel Mondo

Nella Ue se ne producono appena 2,8 Milioni di tonnellate (circa 3,5Kg pro capite) di cui circa 1,5 Milioni nella sola Italia (circa 25 kg pro capite)

La produttività media mondiale  è di circa 4,5 tonnellate per ettaro, contro una produttività 8,5 tonnellate per ettaro negli Stati Uniti, e una produttività di circa 7  tonnellate per ettaro nella UE


Orzo

Nel 2021 l’Italia ha prodotto 1,059 Milioni di tonnellate di orzo

Con una produzione di poco più di un milione di tonnellate, l’Italia ha contribuito nel 2020 a circa il 2% della produzione Europea.

La produzione era calata di quasi il 35%, ma c’è stata una ripresa a partire dal 2014, e oggi è di circa il 20% inferiore a quella di venti anni fa.

 

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 L’orzo è coltivato dove i  terreni sono troppo poveri o troppo freddi per il grano, e destinato principalmente all’alimentazione del bestiame e alla produzione del malto, che è utilizzato per la produzione di bevande alcoliche come birra e whisky. Dopo il mais, l’orzo è il principale cereale destinato ad usi zootecnici, ma è usato anche come alimento umano, se trasformato in orzo perlato che subisce un processo di raffinazione, atto a rimuovere la parte più esterna, simile a quello usato per il riso. Se usato al naturale richiede una lunga cottura e un ammollo preventivo, come per alcuni legumi.

La produzione Mondiale nel 2021 è stata di circa 150 Milioni di tonnellate equivalenti a circa 20 Kg. all’anno pro-capite nel Mondo.

Nella Ue se ne producono circa 50 Milioni di tonnellate, equivalente a circa 70 Kg pro-capite.

La produttività media mondiale è di circa 3 tonnellate per ettaro, contro una produttività di circa 5 tonnellate per ettaro nella UE (6 in Gran Bretagna), dove è notoriamente usato per la produzione di whiskey.


Avena

Nel 2021 l’Italia ha prodotto 233.000 tonnellate di avena

In Italia nel 2020 sono state prodotte 243.000 tonnellate di avena: l’equivalente di 1,7 Kgpro-capite

La superficie coltivata è diminuita del 65% dal 1948. La drastica diminuzione della produzione è dovuta principalmente alla parallela riduzione dell’allevamento dei cavalli: l’avena era infatti la “biada” per eccellenza.

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La produzione Mondiale nel 2021 è stata di circa 25 Milioni di tonnellate equivalenti a circa 3,5 Kg. all’anno pro-capite nel Mondo

Nella Ue se ne producono circa 8 Milioni di tonnellate, oltre 10 Kg. per persona

La produttività media mondiale è di circa 2,5 tonnellate per ettaro, contro una produttività di circa 3  tonnellate per ettaro nella UE.

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Nel Mondo l’avena è al 7° posto nella graduatoria dei cereali, ma con una generale tendenza alla diminuzione. In Italia è diffusa è diffusa ancora nelle regioni meridionali d’Italia, nonostante il suo uso ridotto nella alimentazione,

L’avena è adatta al consumo umano come farina d’avena o come fiocchi d’avena, ma uno degli usi più comuni è come  mangime per il bestiame. Questo cereale contiene da due fino a cinque volte la quantità di grassi presenti nel frumento.


Segale

Nel 2021 l’Italia ha prodotto 11.400 tonnelate di segale

La segale è una produzione molto marginale in Italia, con una produzione di appena 11.000 tonnellate, mentre in Europa la produzione (8,5 Milioni di tonnellate) è superiore a quella dell’Avena.

Nel nostro paese la coltura è per la massima parte distribuita nelle zone montagnose del Piemonte, del Trentino e della Lombardia, dove è coltivata su appena 6000 ettari, e tende a diminuire oppure a riprendersi di pari passo con lo spopolamento o ripopolamento delle zone marginali di montagna.

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La segale viene usata soprattutto in Europa centrale e orientale e in Scandinavia per produrre il pane di segale. Nei paesi dov’è una coltivazione primaria, la segale è la materia prima per eccellenza della produzione di Vodka (regioni est europee)

In Germania la segale viene impiegata soprattutto come mangime nel nutrimento degli animali e come cereale per pane.

La sua coltura è estremamente localizzata ai paesi molto freddi per latitudine o altitudine, grazie alla sua straordinaria resistenza al freddo che ne consente la semina autunnale anche in climi proibitivi per qualsiasi altro cereale.


[1] Cifre chiave sulla catena alimentare europea edizione 2021 – file:///C:/Users/GPAZen/Documents/2022%2003%2003%20%20Key%20figures%20on%20the%20European%20food%20chain%20-%20KS-FK-21-001-EN-N.pdf

[2] Note: gross output is the production value. Source: Eurostat (online data code: aact_eaa01)